Monday, March 12, 2007

Ci siamo trasferiti !

alcuni di noi si sono trasferiti su "The Happy Stalinist" chiedeci informazioni via posta elettronica

nonethicurbanresearchops@virgilio.it

vi aspettiamo.

Friday, February 09, 2007

finalmente!

ui ar onlain!

Monday, January 29, 2007

heilà

mangiato qualche buon libro di recente?
(Star Trek TNG - Q a Worff)

Friday, January 26, 2007

chiacchiere (n)

trovo questa smania di salvare il mondo per le generazioni future un'attitudine catto-ambientalista che prevede la riproduzione, la creazione di tante "famiglie felici e figli devoti" (cinicotv) e l'appartenenza ad un mondo di puffi.
Condivido l'obiettivo ma, permettete, mi dissocio da una motiviazione che, a quanto pare, è sentita persino dai più strenui oppositori al conformismo, anche dai più radicali oppositori del concetto di famiglia in quanto specchio di una società che si rifiuta eccetera.Magari non negano di poter desiderare in futuro una scelta familiare e riproduttiva, forse semplicemente difendono a spada tratta i i figli degli altri, sperando che crescendo sani e forti distraggano i padri a sufficienza perchè loro possano provare ad intrattenersi intimamente con le madri (sic).
Semplicemente, magari, si riscoprono ecologisti e sostenitori di un della difesa del mondo da un oppressore misterioso contro cui hanno detto loro di combattere, senza conoscerlo.
La questione è complessa e pochi si degnano di informarci come vorremmo, o come avremmo bisogno. In ogni caso a quanto pare la priorità è occuparsi delle generazioni future, forse un ottimo modo per non far notare che quelle contemporanee muoiono di fame e quelle passate sono state solo il conto di una grossa macelleria umana per saziare il banchetto di pochi.
forse il problema è proprio che tutti vogliono salvare il mondo ma nessuno riesce a trovare un perchè decente, un perchè che sia vagamente affine coll'egoismo e la smania di sopraffazione che invece dimostra nella vita di tutti i giorni, quando delle generazioni future, passate e presenti non gli frega un emerito cazzo e magari è convinto che basti parlare di energia solare (questa sconosciuta) per salvare il mondo. Pannelli solari su tutte le bidonville del mondo allora, in posti che ti finanziano statalmente un nuovo ricevitore televisivo bombardandoti di informazioni su tutti i media e dove nessuno ti spiega come si faccia ad avere un cazzo di pannello solare in casa, quanto costi, come si faccia e soprattutto come si possa farlo in un palazzo dove sono sicuramente ammesse le parabole per ingozzarsi di calcio e film di vampiri e reality show ma i pannelli solari nbo perchè sono antiestetici (tutti a guardare sul nostro sestopiano ovviamente...da cui la domanda: tu dove abiti? io al terzo piano, io al quinto piano, io al Renzo Piano...)
Ovviamente l'ecologia e l'ambientalismo visti dalla poltrona della propria camera sono splendidi e fattibili e sono argomenti in cui tutti, dall'autorevole giornale nazionale al più schifoso forum di mentecatti, affermano, affermano e affermano senza mai domandare niente: tutti sono informatissimi e preoccupatissimi, tutti si ingozzano di costerazione pur non sapendo cosa voglia dire.
Tutti a parlar male del povero petrolio e tutti informatissimi sulle machcine all'idrogeno (che a volte assumono dimensioni mistiche e meeta-reali come le medicine nascoste in vaticano, i complotti dell'undici settembre, i coccodrilli nelle fogne di new-york, i satanisti a viterbo eccetera).
Tutti a parlarne e ad affermare ma pochissimi poi (parlo di individui riscontrabili nel quotidiano, non di chi ci ha a che fare con cognizione di causa e preparazione, e ci sono eh....) a darsi da fare per lottare contro queste loro certezze.
E se non lotto per le mie certezze ed avendo certezze non mi interrogo cosa esisto a fare?
tutti espertissimi a dire quali sono le fonti rinnovabili e quelle non rinnovabili, tutti bravissimi a dire "il discorso non è questo" "il punto focale è un altro" e altre squallide cose.
In questi luoghi di "autoinformazione" si tralascia di dire ad esempio che le risorse sono consumate da una minima parte degli abitanti del pianeta, non si parla della rapina coloniale eccetera perchè questo lo fanno le noiosissime persone informate di cui finalmente ci si vuole liberare per trasformare tutto, dalla morte del pianeta terra al matrimonio di un calciatore in semplice gossip e chiacchiera, ostentazione di quello che si sa, nella convinzione di aver fatto chissà quale scoperta, di aver inventato chissà quale acqua calda.
una volta messe a tacere le persone informate finalmente avremo la nostra libertà di informazione e finalmente sapremo solo quello che ci interessa, sapremo solo quello che già sappiamo, sapremo solo che abbiamo ragione e sarempo (pessimi) maestri di noi stessi, senza noia, senza solastiche necessità di imparare altro che non sia scritto su una rivista di pettegolezzi, che evidentemente è l'unica informazione facilmente accessibile che ci meritiamo.

Monday, January 08, 2007

cinema ieri

pomeriggio

Zombi holocaust - Marino Girolami (ita - 1980)
Paganini - Klaus Kinski (anno?)

sera

Barry Lyndon - Stanley Kubrick


i primi due sono stati semplice intrattenimento. Z.H. è il classico film di avventura-horror italiano girato parte a New York parte nonsisadove (spacciato per Isole Molucche) alla ricerca del perchè si siano verificati casi di antropofagia nella grande mela. Nudo, sangue e splatter.
Fantastico, divertentissimo.

Paganini è una prova di regia del grane K.K. che noi amiamo per il suo lavoro con Herzog (ed il suo apparire più o meno con inmportanza in qualche western, uno su tutti il grande silenzio di Corbucci). Nel cast: Debora Caprioglio (all'epoca moglie del grande) e Marcel Marceau (sic).
Il film non è proprio un granchè ma almeno si esprime in maniera personale. QUalche bell'inquadratura e poco altro (a parte il Paganini di Kinski che non abbiamo ancora deciso se apprezzare o meno). Comunque un grandissimo attore.

Barry Lyndon: Ogni volta ci troviamo a dover decidere il nostro Kubrick preferito. Alla fine il pari merito va a 2001, Stranamore e Barry Lyndon. Un capolavoro.

ah !

ah !

Friday, January 05, 2007

aò...(stronzate dementi)

aò ma io ho da fare, mica posso perdere tempo co ste cose, io sono uno che il mondo lo deve vedere, la gente conoscere, io sono uno che le cose le deve vivere sulla propria pelle, io sono uno che le cose le fa, le chiacchiere stanno a zero, io faccio cose, vedo gente...

Tuesday, January 02, 2007

da oggi

Nonethicurbanresearchops è il primo coordinamento di lotta agli Zombie.
Presto notizie in merito.

Wednesday, December 27, 2006

natale

Sera della Vigilia di natale 2006.

Presenti:

Il sottoscritto

Socio n1
Socio n2
Professor Socio n3
rapida apparizione di Socio Innominato


Setting:

Appartamento del sottoscritto.

Casino dovuto alla fase di ristrutturazione.


Equipaggiamento:

Diverse bottiglie di spumante brut Muller Thurgau
Vodka russa Stolichnaya (una delle mie preferite)
Moscato di Sicilia “Grecale”
Tramezzi elaborati dal sottoscritto (Salmone e burro danese | tonno, mayonese, cetrioli in salamoia)

Musica:
(tra l'altro)

Brani dall'album “resistenza” degli Yo Yo Mundi
Primo movimento de “l'inverno” dalle quattro stagioni di Vivaldi dirette ed eseguite da Nigel Kennedy
Diversi brani tratti da “A love supreme” di John Coltrane, semplicemente uno dei dischi più belli della storia
“Story” di Linton Kwesi Johnson

altro ancora....

LA serata prende subito na piega strana che non vi starò a narrare. Il tenore alcolico sale implacabile tra gente che, eccheccazzo, beve come fosse l'ultima volta. LE chiacchiere, come da programma, sono solo un condimento per l'attività fondamentale della serata.
Le chiacchiere stanno a zero: è una frase che spesso sento in bocca a persone che definire dappoco è un complimento. Stranamente la condividono nichilisti e falsi pragmatisti, quelle persone convinte di avere da fare, essere occupati, avere cose più importanti o che niente sia abbastanza importante, convinti che una seratella tra amici in fondo non valga un cazzo. Lo condivido tra l'altro: nel senso che anche io se fossi dottore sprecherei il mio tempo a sbevazzare mentre in giro per il mondo c'è gente da salvare, ricucire, curare.

Sto divagando? Fottetevi.

Non vi interessa? neanche a me, per questo scrivo senza leggere.

D'altra parte, saltando di palo in frasca, non vorrete mica rischiare di imparare qualcosa leggendo un libro: oggetto che potrebbe scaldarvi, che so, per otto secondi?
Saltando di palo in frasca, e poi attaccandomi ad una grondaia cadrei miseramente a terra perchè la grondaia non mi reggerebbe mai. Oltretutto un'attività adrenalinica come saltare farebbe si che il mio corpo necessiti sangue ed ossigeno che verrebbero a mancare al mio cervello, già malfunzionante.
Vi chiederete cosa c'entrino queste stronzate con il report dell'evento.
In risposta, anche se lo avete chiesto a voi stessi, potrei precisare anzi approssimare solo un paio di ipotesi (o di tesi?).

1.

Ammesso che qualcuno da queste parti sappia leggere ed ammesso che non sia così
a- impegnato
b- disinteressato
c- demente
d- distratto
e- arrogante
da ignorare questo testo (cosa che vi consiglio, per carità).

2.

in anglo-american c'è una bellissima espressione: You are not supposed to.... che alla fine si traduce in una constatazione di non autorizzazione. Spesso si usa con i ragazzini (ad esempio ad un bambino che frega un dolcetto dal frigo prima di cena viene detto “you are not supposed to have a cake before dinner”) in realtà ha un significato più estremo fin quasi a sconfinare nel metafisico: non è previsto da alcun meccanismo cosmico che tu...essendo quindi l'autorizzazione di un genitore solo parte di questo tutto. Quindi: non è previsto proprio che voi poniate domande chiedendo a voi stessi o a perchè qui non si arrivi ad un “dunque” che voi presumente solo di sapere (e d'altra parte non ho notato nessun sottotitolo “vi assicuro che tratterò i seguenti argomenti...” quindi non sono reo di alcuna frode)

3.

Anche la definizione di stronzate (di cattiverie, insomma, o di cazzate) sembra piuttosto arbitraria e derivata da una vostra eventuale supposizione.

---------------------------

Buzzati vi avrebbe chiesto di dedicare del tempo ai suoi scritti solo senza niente di meglio da fare. Io non faccio altrettanto ed innescando un meccanismo che potrebbe sembrare di falsa modestia (ma che non lo è) vi invito a non leggere queste righe. Questo dovrebbe scoraggiare la maggiorparte di voi e trattenere solo i poveracci che non hanno nulla di meglio a cui dedicarsi.
Se avete una persona cara a cui fare una carezza preferitelo a questa insulsa lettura.
Se avete un piccolo lavoro domestico o una commissione da sbrigare mi sembra il momento giusto: queste righe vi hanno sottratto tempo a sufficienza.
Se siete intelligenti, creativi, pieni di idee in attesa di pratica cosa aspettate? Non permettete che io mi appropri del vostro tempo in questo modo.
Se poi credete che niente abbia senso, che tutto sia inutile, che tutti ce l'abbiano con voi dedicatevi a coltivare questi sentimenti, anzi a non coltivarli e sfoggiare una coerenza inaspettata (ed imbecille a mio parere, come tutte le forme di coerenza e del suo esatto opposto, essendo semplicemente l'ennesima forma di schematismo).

Mi unisco ai pochi rimasti in una nota di cordoglio per l'inutilità delle nostre esistenze.

2.SI ma Quaja....


I presenti si radunano al covo ad una certa ora (attorno alla mezzanotte credo, o poco prima)Le bottiglie vengono stappate ed i calici riempiti.
-Stiamo festeggiando?- mi interrogo spesso durante la serata che diventerà nottata e poi mattina.
-No- mi rispondo. Stiamo bevendo, così come bevo tutti i giorni.
LA conversazione si addensa fino a raggiungere una consistenza assurda e totale. Ne avvero ancora l'alone in questa stanza, dopo che la massa è stata assorbita dai partecipanti.
Avremmo potuto trascorrere il nostro tempo molto meglio, questo è vero, ma anche molto peggio.
Avremmo potuto andarci a vedere un ripugnante film natalizio (quest'anno c'è anche il fantasy: Vacanze nella terra di mezzo).
Avremmo potuto fare le solite cose inutili: buon cinema, cultura, grande letteratura, poesia e tutti gli altri surrogati del sesso.
Avremmo potuto essere costretti (inutili le obiezioni sulla -presunta- transitività del verbo)
Avremmo potuto divertirci a giocare a vampire-lesbiche-mutanti, impugnando due mitra e vendicandoci delle scelte che non ci sono state date.
Avremmo potuto tuffarci in qualche locale assurdo a ballare, saltare, rifilarci anfibiate sugli zigomi.
Avremmo potuto esportare la nostra democrazia in qualche paese di negri.
Avremmo potuto andare a messa (primo comandamento: i cappelletti in brodo sono buoni)
Avremmo potuto avere cose da fare.

Purtroppo il caso (che altri chiama fato, volontà divina, amorevole mano di Jah, destino eccetera) ci ha riuniti in una casa che ormai è di mia proprietà. Suddetto appartamento è pieno di fantasmi del mio passato e se chiudo gli occhi ancora posso sentire profumi, voci ed emozioni di uno splendido tempo passata non da molto.
Mentre siamo tutti concentrati sull'alcool e sugli altri svaghi della serata il tono della conversazione sale .
Il pensiero va anche e doverosamente agli assenti:

Mao Tze Tung

Cary Grant

Batman (si vocifera di una sua presenza in incognito)

Nyarlatothep (ma il divino messaggero in fondo è ovunque)

La notte santa è ormai passata ed inconsciamente abbiamo tutti rivolto pensieri irrivereni od offensivi a religioni di qualunque tipo. LA contemporaneità si mostra ancora una volta ridicola predicando la giusta convivenza di ogni credenza piuttosto che sottolinearne la ridicola inutilità.
Il culto di gente morta (e quindi di presunto valore), di entità più o meno benevole, di questioni sovrannaturali, metafisiche, spirituali. Più tardi io ed il Professore non potremo fare a meno di confutare con decisione l'esistenza dell'entità comunemente nota come “anima”.
LA cosa ancora più ridicola, nonostante spesso di fronte a rinunce assurde mi piaccia darne ragione al fatto di essere buddista, è il proliferare di nuove religioni anche in europa, nonostante l'inutilità di quelle preesistenti si sia rivelata ormai da tempo.
Per il Santo Natale, che altrove chiamasi San Nicola, la gente è solita radunarsi con le famiglie e scambiarsi doni e pensieri di pace. Il resto dell'anno si finanziano missioni militari come di consueto.
Queste sono chiacchiere scontate, dopotutto. Internet vi ha donato una finestra per andarvi a guardare ogni massacro che c'è in giro per il mondo. No, anzi, solo quelli più spettacolari o obbligatori per il regime della rivolta e ribellione, solo quelli in cui possano intervenire ideologie precotte di opposizione al nulla, dove ogni opinione ed il suo contrario siano abilmente manipolate attraverso ogni canale mediatico, dove creature della notte possano aggirarsi tra cadaveri di cui possano sentirsi “gemelli cosmici” colla sola differenza dei buchi nella schiena, della fame e degli occhi acquosi.
La questione è proprio questa.

3. (intervallo)

Mary si guarda intorno con aria nervosa. Profonde occhiaie solcano il suo volto mulatto; occhi acquosi, falangi ficcate in bocca e tormentate, capelli arruffati, pelle mulatta velata di sudore freddo.
Il finestrino della buick del settanta che l'ha portata in giro fino adesso è rotto e qualche piccolo fiocco di nevischio entra dalla fessura, attraversa la nube di condensa che esce ritmicamente dalla bocca della ragazza e si posa sul sedile del passeggero, accanto ad una borda di plastica laccata bianca piena di piccoli sgarri e bruciature di sigarette.
La radio gracchiante informa che l'ennesima pallosissima reincarnazione di Siddarta Gotama è stata ritrovata dopo un periodo di digiuno e meditazione souncazzodove.
LA marmitta sputa e tossisce mentre il veicolo si ferma davanti ad un motel la cui insegna è spenta.
Vacancy o no vacancy?
Mary si passa una mano sul ventre gonfio e rotondo: indossa abiti troppo leggeri, la maglietta è chiazzata di caffè e di sangue, lo smalto delle unghie è scalfito in più punti, sugli avambracci si notano dei tatuaggi rozzi, al limite dello sfregio; uno dice “J” ma hanno cercato di coprirlo con delle linee malfatte ed ancora non rimarginate e gonfie.
Prende il portafogli -vuoto- e scende dall'auto.
Il posto ha l'aria malmessa. C'è qualche vecchia auto parcheggiata nello spiazzo e i secchi dell'immondizia traboccano, spargendo nei rispettivi dintorni lattine di birra, pacchetti di lucky strike, involti di un take away vietnamita e confezioni di pizza “domino”.
LE tremano le gambe, grosse nubi di condensa si creano fuori dalla sua bocca, la neve le va ugli occhi che si stropiccia con le mani sporche, scostandosi ciocche di capelli riottosi.

“il mio albergo è pieno di cavalieri e dame. Non amo mischiare i nobili con la bassa gente” direbbe
il Consierge.

“Smollati dal cazzo troia, oppure chiamo le guardie. Stasera mi compro carne di prima scelta” dice un uomo con una oscena camicia hawaiana a coprire una canottiera unta e macchiata.
Davanti a lui, dietro una busta di tortillas e qualche latta di birra c'è un cartello con scritto “Salve, io sono Redmond, rivolgetemi a me.”
Red, io ho bisogno di sdraiarmi un paio d'ore, ha visto come sto. Poi se arriva qualcuno me lo mandi su e ti rimedio qualche dollaro. Con la bocca posso ancora lavorare.”
“bella, l'altra settiama mi hai bruciato una notte. Te lo ricordi? quando sei arrivata con quel tipo e tutte quelle bottiglie di birra”
“Ha fottuto pure me quel figlio di puttana”
“Lo so che ha fottuto pure te, puttana”
“si ma non ha pagato” si lamenta, pensa di essere divertente “Red, guarda come sto. Adesso mi dai una stanza, mi sistemo, mi calmo e poi ne riparliamo. Posso pagarti alla vecchia maniera”
“Mary se tutti i clienti mi pagassero a bocchini a quest'ora sarei sulla sedia a rotelle. Vattene affanculo da qualche parte. Comprati una fumata e levati dal cazzo."

L'albergatore le allunga qualche banconota stropicciata, lei le prende.
“Red ho bisogno di un posto dove stare, non di soldi”
“non dirmi stronzate. Levati dal cazzo o chiamo le guardie.”

Porta che sbatte, campanello che tintinna, passi attutiti dalla neve, portiera incastrata che cede, portiera che sbatte, motore che tossisce, motore che vomita, motore che scatarra, sospensioni, gomme, scricchiolio della neve fresca.

Neanche trenta metri. L'auto di ferma sotto il cartello che dice “trentaduesima” .


Il forno aperto emana un debole calore. Mary beve da una tazza un bicchiere di roba rossa spacciata come vino. Ricorda come fosse ieri quando a casa di un cliente le fu offerto in un piccolo calice un bicchiere di vino italiano, roba di classe. Era dolce e profumato. Il tizio le aveva detto che si chiamava “aleatico” e non era uno dei soliti vini conosciuti ed imitati, roba per intenditori. Lei aveva sorriso, ancora aveva i denti a posto, e poi si era inginocchiata davanti al tizio e glielo aveva succhiato: il sapore delizioso del vino l'aveva per un' attimo tenuta lontana dal suo lavoro merdoso.

Torna alla realtà.
Inghiotte il liquido acido e freddo della temperatura dell'ambiente, poi si accende una sigaretta, fuma, tossisce, fuma ancora, il suo ospite torna dall'altra stanza.

“grazie” dice con voce tremante “senti ora non posso pagarti però se ti va...”
Con una mano iniza a slacciargli la cintura dei pantaloni.
“lascia perdere. Senti, stavolta è gratis ma la prossima dovrai tirare fuori qualche soldo perchè qui non è una mensa dei poveri. Questa roba costa.”
“quel bastardo di Red del motel non ha voluto darmi un cazzo. E pensare che mi scopava sulla quella sua brandina merdosa quando in giro trovavo clienti con cui mi sarei potuta pagare una stanza al plaza”
“si, si” annuisce lui “sono tempi duri, che vuoi farci” le carezza la testa mentre lei è ancora seduta e fuma l'ultima boccata dalla sigaretta.
“senti davvero, ti ripago. Grazie per avermi dato un posto dove stare. Se mi fai fare pure una fumata ti ripago, lo giuro.”
“lo so. mi fido.” avvicinandosi attira a se la testa della giovane mulatta. “lo so”.
La fibbia della cintura tintinna mentre lei la slaccia. LA sedia su cui sta scricchiola ad ogni movimento.

Le cifre rosse della sveglia non fendono alcuna oscurità; dalla finestra filtrano le luci della strada: lampeggianti di ambulanze e polizia, il ritmico funzionamento dell'insegna del deli aperto ventiquattr'ore. Ogni tanto si sente un barbone o una puttana biascicare qualcosa, una bottiglia rotta, lo sferragliare dei bidoni dell'immondizia. Il vetro rotto è riparato alla meno peggio da un telo di plastica trasparente: è bucato e l'aria lo fa sventolare leggermente.

23:55:45
fruga nella borsa colle mani che tremano.

23:56:30
estrae oggetti a caso dalla borsa

23:57:00
raschia la gola e sputa. lo fa sempre dopo un lavoretto. per un bel po'.

23:57:15
afferra con le lacrime agli occhi la borsa e la rovescia su letto,

23:58:00
fruga nervosamente tra gli oggetti: profilattici, rossetto, cipria, eye-liner, accendno, sigaretta, biglietto col numero dell'ambulatorio

23:59:00
Manipola per qualche istante loggetto di vetro che ha in mano e se lo porta alla bocca.

23:59:30
sta ancora litigando con la sicura per bambini di quel fottuto accendino. il volto è rigato dalle lacrime. Il ventre inizia a pulsare. Si sente male, scossa, lacerata.

23:59:59
lunga lunga boccata, le pupille si stringono come spilli ed un universo di capillari le colora di rosso l'iride.

Dalla strada l'odiosa musichetta del negozio: “Joy to the world...”

“ora del decesso: mezzanotte circa. Cause: apparente overdose di crack. Blocco cardiaco. Presenta i segni di travaglio avanzato, il letto è invaso di sangue, la posizione è simile a quella di una donna partoriente, la dilatazione è di circa....circa...”
L'uomo prende il registratore e lo spegne; lo infila in tasca, si passa un fazzoleto sulla fronte e sulla bocca: l'odore acre del suo stesso sudore copre per un attimo quello dolce ed escrementizio della morte.

(fine intervallo)

4.

E' stata una serata priva di magia, ovviamente, e tutte le altre cose che non esistono. Sento di poterlo condividere questo pensiero, spero nella mia stessa maniera radicale: non siamo certo persone religiose e non proveniamo da nessuna occasione religiosa mondana che tanto sono tornate di moda ance tra i giovani, un tempo simbolo di innovazione e di iconoclastia ma ormai pecore obbedienti del Consumo e dell'essere “GGIOVANI”. Verrebbe spontaneo pensare che certi pensieri vengano ormai largamente condivisi ma non è così: al massimo è presente una vena di disinteresse neanche troppo convinto ed in cambio di un i-pod o di una macchina nuova si accetta di rimanere ragazzzi sempre più a lungo, vittime pure di una generazione che non contenta della propria giovinezza si appropria anche di quella dei figli.

I senza casa, gli sfavati, gli stronzi si sono ritrovati in casa mia la notte di Natale 2006. Una certa indifferenza a certe questioni invernali li ha portati ad isolarsi ed incontrarsi come farebbero una sera delle tante. Niente di speciale. Nessuna scusa, nessuna chiesa, nessuna voglia di dormire, nessuna speranza che inaspettate cosce si schiudano e forse, chissà, nessuna voglia di preoccuparsene, soprattutto se il prezzo da pagare è quello in evidenza altrove.

Quando metà della squadra crolla sotto i colpi del sonno e dell'alcool restano i soliti irriducibili.

5.

Compagni di sbronze da epoche in cui lo schifo e la diversità non erano sulla bocca di tutti e trasmessi dalle tv videomusicali. Le tibie livide per i comodini urtati nell'uscita dalle nebbie dell'adolescenza, ricordi assurdi, incredibili, persino imbarazzanti di momenti in cui a nessuno fregava un cazzo di cosa il mondo potesse pensare.
Non ci preoccupavamo – non lo facciamo neanche ora- che ci si notasse presenti o assenti, inesperti pretendevamo risposte, cessazioni, abolizioni di cose di cui non sapevamo nulla.
Punks infrangevamo regole che non conoscevamo come i peggiori idioti di questo mondo ma era tutto giustificato. Poi finalmente è arrivata l'età delle domande, della necessità e del gusto di porle, della doverosa curiosità a cui tutti saremmo tenuti chè le risposte che ci danno o che ci diamo saranno sempre insufficienti, false, inutili. Là realtà, la verità, quella radiazione/materia che in fondo non attraversiamo per statistica, l'interrogarsi del perchè e del come, essendo il cosa risultato senza interrogazione, risposta senza domanda, infrazione senza regola, stabilità falsa ed autocompiacente, nichilismo di risultati inservibili.
Lo spazio è così vasto da potersi racchiudere in un solo punto durante queste chiacchiere stimolate in cui il vino continua a scorrere ma inefficace. Il pensiero è velocissimo nell'utilizare tutte le dimensioni che ci occorrono per muoverci in questo ipercubo di interessi comuni, in questo spazio infinitamente suddivisibile in tanti, troppi, piccoli quasi-nulla che nulla non sono checchè ci vogliano far credere.
I tomi della biblioteca di babele ci svelano finalmente il loro segreto, quello dell'universo e del tutto che è un tutto pieno e frenetico, un divenire continuo che è ben lungi da qualunque presunta pace eterna. un divenire che non è ri-divenire, non è caravanserraglio, non è nastro di Moebius, non è cerchio ne tantomeno quadrato, non è spirale, retta, segmento, piano, volume. Punto semmai: di partenza, d'arrivo, di transito, questo (e mai quel “non è questo il punto” che usa chi non sa/vuole ascoltare ma solo vomitare Io a chi di Ii sa di averne così tanto da essere un piccolo cosmo, come tutti alla fine). Punto della situazione, al massimo, checkpoint charlie della berlino divisa che rappresenta in fondo l'assurdità dello schematismo che rifiutiamo, al pari di contaminazioni taoiste che banalizzano un'infinità di variabili aggiungendone solo un paio agli elementi più “occidentali”.

In un attimo (e quindi in infiniti sotto-attimi) siamo ovunque e poi altrove e altrove ancora, mai ubiqui e mai assenti perchè di punti sempre si tratta.

6.Si, ma qual'è il punto?

Non c'è. Essere categorici (in affermazione ed in negazione) è caratteristica che non ci interessa, così come non ci piace essere vaghi (indefiniti semmai, infiniti al limite, estremi, forse).
Il punto, la questione, la verità non sono questi. Le chiacchiere stanno a zero quando il pensiero sta a zero e l'Azione diviene dinamismo futurista e fascista, “etica” del calpestio e del disinteresse che sinceramente non ci possiamo proprio permettere.
Azione, Reazione, Inazione sono esattamente la stessa cosa e sono i tre non-metodi a cui si affida chi è incapace di altro o chi se ne frega o chi disprezza il metodo e la sua ricerca. E' uno schema, un insieme di categorie, un ghetto ideologico di un Sistema che prevede se stesso ed il proprio opposto dove rinchiudere questi schifosi dissidenti, questi negatori di nulla, questi abbattitori di regole solo supposte. Beh, c'è ben altro.
“E pluribus unum”, quasi il ritorno al divino, al tutto, al grande bluff che irretisce chiunque partecipi a questa grande stronzata di cui vorrebbero convincerci.

Vogliono banchettare con la nostra anima.

Peccato per loro che non esista.



Saturday, December 16, 2006

Incidente il sette di agosto

Incidente il sette di agosto

Sono seduto nella mia auto fumando e leggendo un libro.
E' l'inizio di un pomeriggio che va rannuvolandosi e minaccia pioggia. Più tardi difatti l'acqua cadrà dal cielo per diverse ore.
Tra poco andrò a lavorare e ne approfitto per rilassarmi un po' e per combattere il senso di spossatezza che deriva dal forte caldo e dal pigro risveglio in tarda mattina.
Davanti a me, dall'altro lato della strada, una pattuglia dei carabinieri sta multando un'auto. Sulla strada infatti c'è un incrocio a rotatoria e molto spesso gli automobilisti vi commettono infrazioni, per dolo o semplice frutto di distrazione e incompetenza.
L'uomo della macchina è nervoso, i carabinieri soffrono il caldo. Uno dei due esce dalla macchina con i documenti in mano e tirando le ultime boccate da una sigaretta, l'altro gira attorno alla macchina dell'uomo con una cartellina in mano.
L'uomo sembra rilassarsi dopo l'immaginabile nervosismo di ritrovarsi in contravvenzione.
Tenendo basse le mani arrotolo una sigaretta del mio tabacco preferito. Non è infrequente che si venga scambiati per dei fumatori di hascisc o marijuana e il fatto che i tutori dell'ordine potrebbero pensare che io cerchi di farlo impunemente al loro cospetto mi offenderebbe più dell'eventuale e possibile controllo. Controllo che si rivelerebbe infruttuoso perchè pur essendo un consumatore moderato di hascisc e marijuana ne uso nella comodità domestica e nelle ore di riposo serali.
Apprezzo di più "A sangue freddo" di Truman Capote fumando il tabacco che si potrebbe gustare sotto le fronde ombrose di un grosso albero, in un giardino in pieno middle west strappato con fatica all'aridità. Allo stesso tempo il profumo acre che impregna i miei abiti e la tappezzeria dell'auto potrebbe farmi pensare a piccole stanze di motel dove si attende o dove si torna, ad officine di stazioni di servizio di provincia dove la vita scorre senza alcuna interruzione brusca e il lavoro, se ci fosse, sarebbe un piacevole diversivo ed un ottima scusa per mettere un tetto tra se stessi e l'azzurro infinito e lattiginoso del cielo.
L'uomo multato è tranquillo anche se non ne ha l'aspetto. Sembrerebbe uno di quei falsi pragmatisti convinti che la legge dovrebbe chiudere un occhio con chi lavora e produce come loro. Non è improbabile che abbia pensato ingiusto che lui subisca una multa mentre qualche immigrato si trova in questi giorni graziato dall'indulto deciso dal governo e quindi degnato di una immeritata, secondo lui, libertà.
Mentre elaboro queste considerazioni e ancora non cade la pioggia delle ore successive, alle mie spalle si sente uno schiocco molto forte ed uno stridio di metalli.
Distolgo gli occhi dalla vettura e mi volto per osservare l'incidente stradale che è chiaramente avvenuto a pochi metri dalla rotatoria, sulla strada che porta nella zona industrale che vi accompagnia fuori Viterbo, parallelamente alla strada Cassia nord.
Un furgone aziendale ricoperto da adesivi della ditta di appartenenza è stato colpito da una berlina sportiva simile a quella dell'uomo fermato, che nel frattempo sta ripartendo. I due carabinieri osservano il punto di provenienza del rumore e si guardano con aria seccata.
Ancora non hanno sentito le grida dei due autisti e quindi la decisione di interveire va presa esclusivamente sulla base del proprio senso del dovere o sulla possibilità di ricevere nota di biasimo dalla centrale in caso si scopra il sinistro a poca distanza da loro.
Nel frattempo osservo la scena: nessuno dei due automobilisti ha ricevuto danni fisici ed anche quelli materiali sembrano minimi. Tuttavia la situazione si scalda.
L'autista del furgone è un tipo alto, vestito in maniera decisamente informale e coi capelli lunghi parzialmente coperti da una bandana. E' lui ad urlare molto forte, sembra in reazione ad una battuta dell'autista colpevole della collisione.
Questi è di piccola statura, calvo sembra sotto il fazzoletto che gli copre la testa, di abbigliamento giovanile e disinvolto, seppur abbastanza di buona qualità. Viene quasi spintonato dall'altro e sembra che cerchi di discolparsi.
A questo punto si odono chiaramente le parole dell'autista più agitato:
"perchè noi italiani ve facciamo un culo così" ed altre affermazioni simili. Guardo le targhe delle vetture: entrambe italiane.
Non ho modo di sapre in che lingua o accento si stia esprimendo l'altro quindi posso solo formulare ipotesi.
La prima è più convenzionale e plausibile e vuole l'autista colpevole essere straniero e rivolgersi all'altro non nascondendo questo fatto. E' probabile in questo caso che egli abbia ammesso la propria colpevolezza e disponibilità alla risoluzione nei confronti dell'altro, a questo punto di chiara provenienza italiana ed evidente nazionalismo esagitato. E' proprio questo fattore che potrebbe aver spinto il Colpevole ad esprimersi con un invito alla calma ed alla rinuncia a quella passionalità che di solito si associa agli abitanti della penisola italica.
Non è da escludere che possa essersi espresso con una vena di sarcasmo abbastanza evidente da essere recipita dall'orgoglio patrio dell'altro causandone lo sdegno.
La seconda ipotesi è invece un pochino più romantica ma decisamente improbabile.
L'autista tende a sdrammatizzare la gravità della situazione sottolineando che si tratta solo di danni materiali che non pregiudicano il funzionamento delle vetture e che le rispettive assicurazioni si occuperanno di tutto. L'altro evidentemente non è d'accordo sulla semplicità di queste risoluzioni. E' possibile che lo aspetti un ammonimento da parte dell'azienda proprietaria del mezzo senza riuscire a spiegare le sue ragioni. Magari anche per il fatto che si è già trovato in questioni simili ed un secondo accadimento potrebbe far nascere dei sospetti sulla sua abilità di guida e sulla sua effettiva utlilità all'azienda.
L'abilità nella guida è un altro tasto delicato per l'orgoglio di un italiano e quindi non appena il robusto patriota si è sentito rifilare una battuta sottile sulla sua agitazione non ha resistito ed ha esternato tutta la sua aggressività verbale, portandosi sul punto di praticarne anche di fisica.
Con molta probailità non sopporta certo di sentirsi offendere nel proprio orgoglio nazionale mentre oltretutto sta svolgendo l'onesto lavoro che gli permette di mantenersi e, forse, di progettare un futuro.
La terza ipotesi che timidamente fa capolino proprio in questo istante è chè il Nazionalista stia facendo tutto da solo e stia accusando il disinteressato oppositore di debolezza, scarso patriottismo, comunismo. Comunqe vi chiederei di ignorarla per non iniziare un discorso troppo lungo e basato su illazioni.

Quale delle ipotesi sia vera non ci è dato saperlo, anche se è la prima a sembrare più attendibile. Osservo la reazione dei Carabinieri che montano in macchina e, accorti delle urla, partono. La direzione che prendono non è però quella della nascente colluttazione ma quella opposta. Solo dopo diversi minuti li vedo tornare: hanno effettuato una manovra molto ampia girando nel parcheggio dell'ipermercato dove tra poco starò lavorando e scrivendo queste righe. Gli agenti si recano nel punto dove le vetture sono ancora ferme ed interrompono l'intensità dell'alterco. Si scorge anche una vettura della polizia municipale giungere sul luogo dello scontro. Spengo la mia sigaretta e mi preparo ad entrare in ufficio.
Le nuvole nel frattempo raggiungono la massima densità e le prime gocce si abbattono sull'asfalto chiaro ed impolverato.

Monday, December 11, 2006

PRESTO !!!

PRESTO!!!!

Thursday, December 07, 2006

merda

MERDA!!!!

Sunday, December 03, 2006

Anticipazione (ritorno provvisorio di N1)

protocollo 74/foxtrot-delta.
Piano di fuga vanificato da improvviso ritiro di controparte, fondi monetari in fase di insperato recupero.
Settore logistico pronto come da accordo.
Collaborazione di OMISSIS, OMISSIS e OMISSIS pronta al segnale.
Registrazioni, documenti e materiale pronto all'invio.
Files audio pronti alla decodifica ed alla pubblicazione.
Appuntamento a Rosso-Tango-Bravo.
Chiudo.

Saturday, December 02, 2006

Piccolo cambiamento

da oggi, a causa della nostra impossibilità a seguire i commenti via web sarà possibile inviarli esclusivamente tramite posta elettronica. Verranno in seguito processati dal nostro modernissimo sistema di elaborazione e pubblicati dai nostri "illustri amministratori".
la mail la trovate a sinistra nei link in ogni caso ve la ripetiamo

(rimuovete dalla scritta sottostante la parola STALIN per aver l'indirizzo di posta)

nonethicurbanresearchopsSTALIN@virgilio.it

questo è sicuramente uno stimolo a scrivere in maniera più riflessiva una bella email costruttiva e piena di idee invece di un frettolo messaggino....
Have (no) fun

photo


l'occhio di n.e.u.r.o. riporta questo enigmatico scatto. il titolo è NUKE.
have fun.

Wednesday, November 29, 2006

controllo

"cosa devo dire?"
"devi dire questo, e poi questo"
"cosa vuol dire?"
"memorizza e basta, non è previsto che tu pensi."
"quanto parli difficile"
"esegui e basta"
"eseguo e basta"

Saturday, November 25, 2006

citazione

da "54" di/dei Wu Ming

Come disse Napoleone, - attaccò, - solo grandi uomini commettono grandi errori. Io aggiungo: da questi ultimi li riconoscerete. Oggi, troppe cose si possono comprare. Un plebeo può farsi accompagnare da un corteo imperiale, purché abbia i soldi per pagarlo. Un bifolco può acquistare un imperiale castello. Persino il trono e il titolo di imperatore sono oggetto di un commercio tutt'altro che nobile. Da cosa, allora, distingueremo il vero imperatore? Cos'è che il denaro non può comprare e nessun precettore potrà mai insegnare? Non il modo imperiale di incedere, né quello di parlare, per quanto difficili. Non il cerimoniale di corte. No. Nemmeno l'anima, che come insegna Faust si può acquistare dal piú abile dei sensali -. [...]
- Il modo di perdere, vi dico. Che non dipende soltanto dalle sostanze dell'individuo, ma dalla serenità con cui vi rinuncia, fossero anche i suoi ultimi spicci, proprio perché il ricco senza piú soldi è solo un poveraccio, ma l'imperatore senza denaro è pur sempre imperatore. Sí, signori: io affermo che Waterloo consacrò Napoleone piú delle tante vittorie, delle quali, infatti, non ricordo né date né luoghi. Quanto a voi, maestà, avete oggi dimostrato che il vostro modo di perdere è, senza dubbio alcuno, davvero imperiale.

Friday, November 24, 2006

pesante (parte prima)

Stalker di di tarkovskj è un film bello ma pesante.
La musica classica è bella ma è pesante.
A qualcuno è saputo pesante anche Q, di Luther Blissett.
E' pesante Kitano (?)
E' pesante P.K.Dick (!?)

L'individuo (anzi la frazione di gregge, che è differente dall'individuo), definisce pesante qualcosa che non può esimersi, per ragioni contestuali, di commentare pur senza saperne nulla.
Almeno in qualche caso.
In altri casi "E' pesante" serve quando è ipossibile dire "E' brutto" con mire di provclamare verità assolute, o anche del semplice "non mi è piaciuto", rendendosi impossibili queste due esternazioni per timore di essere bollati come incolti, ignoranti, stupidi eccetera in ambiente che evidentemente non accetta tali categorie.
Ce lo siamo sentiti dire tante volte, in passato, quando persone a noi care cercavano di avere tatto nel palesare bovino disinteresse per le cose che noi amavamo.

Questo individuo evidentemente prova attrazione per un certo tipo di conversazione (che non è obbligatoria, per carità, si può anche parlare di altro) e vi partecipa con interesse cercando di mascherare la sua assenza di argomenti adatti (che non nega la sua abbondanza di altri argomenti per carità, almeno non in lato teorico) definendo pesante l'oggetto in questione.
Molto spesso fautori di tale pratica sono dei sedicenti innovatori che vorrebbero modernizzare, sfrondare, minimalizzare, annichilire, essenzializzare, rastrellare (già, con tutte le sfumature del termine). Innovatori, punks, di non si sa che cosa: costruttori di secondi piani levitanti nel nulla e quindi crollati sul nascere, senza che nemmeno un mattone sia stato fissato.
Obiettano facilmente accusando di snobismo e troppo elitarismo culturale. In maniera del tutto infondata perchè in realtà non accludono argomenti validi che sono inesistenti, semplicemente si tratta di forte intolleranza nei confronti dei gusti degli altri e vergogna di appartenere ad un nulla di spettacoli e culture imposte, fragili, prevedibili e scontate. (vergogna autoinnescata e che nessuno addita loro).
Obiettano dicendo che quello scrittore non si capisce (dick?) o che Quarto potere è bello ma pesante (Citizen Kane? pesante? che vuol dire? forse era una battuta sui chili di troppo che welles avrebbe mostrato nel suo meraviglioso Hank Quinlan?) e di fatto non producono argomenti su cui valga la pena di riflettere, costringendoci di nuovo a fare tutto da soli, e bene.
"E' pesante" è il mascherare di una grettezza e di una banalità che vanno dall'appena accennato a profondo e terribile, è critica sterile, è quella vera retorica improduttiva che dicono di voler detestare.
Ma poi cosa vorrà dire questo pesante? cioè che è bello ma noioso? ci sembra una contraddizione.
Che è eccessivo in serietà delle tematiche? dipende da cosa si guarda/ascolta
Che è esageratamente dilatato nei ritmi/tempi? in confronto a che cosa? si sparano troppo poco? ci sono troppo poche donne nude? si parla troppo di cose vere e troppo poco di stronzate?
Ecco innescate le domande senza risposta che bloccano chi si interroga su questa pesantezza.
Noi gli diamo una spiegazione sarcastica che ci sembra abbastanza efficiente.
Se ora andiamo da uno di questi oppositori della pesantezza (la maggiorparte delle persone con cui abbiamo a che fare) e gli proponiamo di rivedere insieme uno di questi film pesanti ( o di ascoltare i concerti brandeburgesi di bach o ascoltare davis o coltrane) ci rispondono che
"per carità, bellissimo, ma ora no perchè è troppo pesante".
LA nostra interpretazione:
"Di solito pratico attiività culturali o comunque fruisco di materiale di qualità solo nel tempo della giornata appositamente deidicato, ora intendo svagarmi e quindi necessito di qualcosa di leggero come il simpatico Vacanze di Natale" (e perchè non I monty python ci chiediamo).
Ora c'è un tempo per ogni cosa (quasi), c'è svago per ogni tipo di persona e c'è cultura/intrattenimento per ogni tipo di gente.
Perchè allora questa intolleranza? perchè Noi siamo elitari se francamente ce ne sbattiamo il cazzo di sentire l'ennesimo metallaro che si paga le spider coi soldi della ribellione su cd dei suo fan? perchè noi siamo elitari se preferiamo un film che parla della continua ricerca da parte dell'uomo di un significato nel mondo che lo circonda ed in cui è stato sbattuto a forza invece che la storia di uno sbirro puttaniere e razzista che ammazza dei cubani per un motivo che sfugge a tutti?
C'è un momento per ogni cosa...
(continua)

Thursday, November 16, 2006

enne uno "centra", ancora

A cura di N1
(fondatore del M.e.r.d.a. - Mistical enginered response delivery automatism)

Bozza per qualche appunto di semplici esperimenti di Paragnosi.
Per essere un buon "azzeccatore" di futuri non serve avere un particolare talento e non serve nemmeno un mazzo di carte, con il quale tuttavia potrete giocare avvincenti partite a Pinnacola.
La maggiorparte del lavoro la farà la banalità delle persone che vi circonda e ben presto vi accorgerete che il loro agire non segue nessuna linea ma è incastrato in un "pattern" facilmente riconoscibile. Almeno per lo squallore delle persone che frequentiamo da queste parti.
Spesso apparirà evidente che un qualche tipo di comportamento stia per manifestarsi. In tal caso prendete appunti e sigillate in busta chiusa, numerate e mettete via. Noi usiamo le buste quelle giallognole da cartoleria di formato 20x30 che fanno molto spy story (spai stori). Periodicamente queste buste vanno aperte oppure lo si può fare quando si è per certi che uno degli eventi predetti si sia realizzato da poco. Ieri ad esempio ne abbiamo aperte due e il compiacimento di aver azzeccato alla lettera due questioni predettie ci ha scaldato meglio un quintale di legna.
Ovviamente non ci sono suggerimenti tecnici per praticare questo gioco: dovete osservare, conoscere, ipotizzare, dedurre: insomma allenarvi tantissimo per poi, meglio di Toulouse-Lautrec immortalare il quadro della situazione. Dovete trovare voi un vostro metodo.
Nel nostro caso vale una regola che spesso troviamo in bocca ai migliori investigatori: non cercare nulla di sorprendente. Questo perchè siamo circondati da persone prevedibili ed incapaci di qualunque genere di improvvisazione (a meno che stare seduti in silenzio ad osservare un muro non sia un'attività di improvvisazione). Siamo sicuri che anche qualche altro misantropo dall'altra parte dello schermo si ritrovi circondato da persone così squallide ed inutili da non valere neanche la pena di praticare un po di manipolazione (nonostante noi spesso si pratichi della sana psicologia inversa da cartone animato su alcuni soggetti ed i risultati siano eccellenti).
La manipolazione tuttavia può dare rislutati eccellenti, soprattutto se praticata in maniera trasversale, cioè disponendo gli eventi in modo che siano pronti ad accogliere i protagonisti delle nostre previsioni. A noi non piace farlo e non ne sentiamo il bisogno: è molto faticoso farlo e spesso il materiale (sub)umano a disposizione è talmente scadente da produrre risultati totalmente insoddisfacenti.
Altra nota seccante è l'impossibilità di condividere questo divertimento con chicchessia, almeno nel nostro caso, ritrovandoci circondati da gente "a cui dover spiegare diverse volte le nostre frasi argute, prima di rinunciare a praticare qualcunque forma di umorismo che non preveda scorregge" (M-s.J.). Immaginate quale frustrazione rappresenti questa situazione per un collegio di sarcasti quali ci riteniamo (o ritenevamo).
Così siamo passati a messaggi più diretti, cancellando tuttavia il destinatario:

"Tu, Tu e anche tu, la dietro: VAFFANCULO"
(continua)

Monday, November 13, 2006

tredici novembre

tredici novembre

santa mirtilla (1979-1980)
protettrice delle macchine da scrivere, dell'aglio e delle statue di padre pio

Sunday, November 12, 2006

dodici novembre

dodici novembre,
santa mirtilla (1607-1986) protettrice dei nani da giardino, dei sassi e dei venditori di enciclopedie.

Nmondano vi racconta parte della sua serata: (presto il file audio)

sono stato a casa a navigare in uno squallore che non vi figurereste nemmeno dopo una forte sbornia di etere. poi ho fatto un saltino alla festa dell'off art dove era presente tutta la schiuma della gamella di sbobba che è la vita alternativa di viterbo. (non male...e poi ormai seattle è un carnaio....)
Comunque in entrambe le parti della serata ho avuto modo di pascere un bestiame di prima scelta, convivendo con un assortimento umano (leggermente inferiore all'umano nella prima parte della serata, a dire il vero e nettamente inferiore nella seconda con picchi però di sorprendenti quasi-prototipi-di-dio).
Da segnalare naturalmente OMISSIS e OMISSIS. Per non Parlare di OMISSIS e addirittura ho rivisto OMISSIS dopo un sacco di tempo.

Disco della serata: YETI degli Amon Duul II

Saturday, November 11, 2006

fascisti su marte (e sulla terra)

Ncinema scrive:
Effettivamente non sono mai stato un fan particolare di tutta la cricca da "avanzi" in poi ed ho saltato a piè pari ogni loro programma persino nell'epoca in cui ormai tutti si scaricavano le puntate o gli spezzoni da internet. Tutt'ora guardo la Dandini di domenica solo perchè sono un grande fan della Banda Osiris (meravigliosi da mozart ai nirvana).
Per non parlare del fatto che da individuo piuttosto incazzino e polemico provavo (e provo) un certo ribrezzo nbei confronti della loro Audience omnicomprensiva che va dall'alternativo militareggiante-andino-fricchettone a chi invece poi va tranquillamente a votare forza italia perchè li considera solo un gruppo di comici (perchè signori è inutile essere buonisti: la politica va messa in ogni cosa e comunque gli sarebbe convenuto non poco essere un gruppo di comici "e basta").
Ma d'altra parte essi non hanno certo colpa di chi li segue (o si?).
In ogni caso sono andato a vederlo (ed è possibile che ci riandrò se si presenteranno determinate condizioni) per diversi motivi:
- Curiosità ed Interesse
- Un certo apprezzamento di fondo che comunque va oltre le prese di posizione
- l'economicità del prezzo del biglietto (per altro interamente accollato ad uno degli accompagnatori)
- Ero ubriaco come in tutte le mie giornate cruciali: bevevo forte dalle tre del pomeriggio, iniziando
con vodka liscia e continuando con dei deliziosi Cappuccini con cioccolato cannella e vodka che
sturano anche la peggiore infiammazione delle vostre gole lasciandovi piacevolmente storditi.

Insomma ci sono andato e non sono rimasto completamente deluso.
Il primo tempo è strepitoso: ritmo, grandi battute, satira contro chiunque o quasi, nonsense, linguaggio ricercato e sintonizzato parodisticamente con quello "dei bei tempi". Punte di ilarità quasi da lacrime.
Poi si ammoscia un poco, pur mantenedo grandi trovate e ottime battute: diventa un po una minestra allungata (come d'altra parte tutti i film tratti da sketch televisivi, a parte i grandissimi Monty Python).
Tra l'altro ho trovato una certa affinità Pythoniana in alcune animazioni.
Comunque tutto sommato non male. Solo che un paio d'ore sono troppe.
Bellissime le onnipresenti canzonette fasciste, divertente il continuo saluto romano, da paura Lillo (di Lillo e Greg, i nostri fratelli blues...) con piccolo colpo di scena e non male tante altre cose ma soprattutto è la parola, la scrittura ad essere decisamente divertentissima.
Certo la struttura cinematografica è tale che se non accompagnasse un soggetto così famoso ed apprezzato l'utente comune gli tirerebbe in faccia il biglietto (nel senso che due ore solo di voce off sono pesanti persino persino per una cosa così divertente) e se appunto non si trattasse di comicità immediata (non sempre a dire la verità e fortunatamente) sarebbe una struttura anche da lavoro sperimentale o qualcosa del genere. Fortunatamente non lo è, magari lo sarà per mano di qualcun altro.
Non uso la parola rimarchevole per due semplici motivi:
- non la uso per principio
- non lo è

Molto carino.

riceviamo e "giriamo"

come da oggetto:

Un anonimo ha detto...

cercando di capire in maniera capillare il significato della parola tekne...


http://www.e-turchia.com/Dizionario_Italiano_Turco.htm

8:56 AM



Intanto per capire il significato di una parola si cerca il dizionario di quella lingua (anzi da quella lingure: moto da luogo? ma sì, seppure su un piano prettamente ipotetico). Spostati al di là dei dardanelli e ci sei: è greco.


Thursday, November 09, 2006

Non contate su di me

Sono tutti impazziti. (ed è per questo che si fa tempo d'esser sani).
Sono tutti esperti. (fortunatamente è da tempo che ci conosciamo ignoranti)
Sono tutti tecnici nelle loro spiegazioni (ma se sapessero che tekne vuol dire
lavoro tornerebbero ai loro svaghi precedenti - come la catatonia ad esempio)
Sono tutti Interessati. A nulla di specifico: oggi parlano di guerra in irak come se fossero là, poi passano ad assemblarti il pc ideale, fanno una retrospettiva sulle trombe suonate da Davis (che non ascoltano ma di cui hanno sentito molto parlare), recensiscono tre film che non hanno visto, giudicano un paio di politici e chiudono con la storia; è ora di cominciare con la storia ora che è di pubblico dominio.
Ovviamente la storia è piena di stronzi, di oppressori, di nazisti, di noiosi artisti del cazzo e piena di parole.
(naturale: pensa che la storia la facciano le Persone)

Tutto il giorno a pensare cosa dire, tutto il giorno a pensare cosa opporre a quanto sentito (non rispondere che di risposta mai si tratta) tutto il giorno a sognare di destabilizzare e decontestualizzare (senza contesti? suvvia, formali!)
Vi parla di Pasolini, di TimorEst, della Plymouth Cuda, della "ragion pratica", del modulo a tre col libero e di "sciopero" di Eizenstein. Ve ne parla perchè ne ha letto, sentito parlare, si è già fatto un'idea.
Montanelli pare recensisse i film senza averli visti, ascoltandone solo racconti sparsi (Beh se lo ha fatto lui).
Il tuttismo a cui penseremmo spontanei ci rimanda la mente a quello citato da Maraini, ad un tuttismo che è voracità, desiderio di conoscere, di relazionarsi, di scoperta, di domanda e di pace.
Questo è un tuttismo di risposta. Risposte e basta. Guerra, democrazia esportata , metallo, piombo, filo spinato, ipocrisia e conformismo. Solo certezze ed imposizioni, solo verità spiattellate come il corpo di cristo in tavola. Mai una domanda, mai un dubbio, mai il desiderio di conoscere qualcosa che sia estraneo al proprio IO, come se nulla avesse importanza al di fuori di un corpo enfio di stronzate precotte.
E' il nuovo standard: quello a cui hanno messo in mano un pc ed un abbonamento internet.
Uno che ormai ha una finestra su ogni parte del mondo qualcuno venga massacrato. E quindi ci va a dare un occhiata, a lamentarsi, a prendersela con i soliti, a sentirsi in sintonia col povero oppresso.
L'informato che morbosamente e masochisticamente si accolla i mali di tutti dividendoli in maniera equa: loro le coltellate, l'oppressione, la violenza e la fame, lui i Nirvana.
Il vocabolario è parvenu: ricorda una persona che entra in un negozio ed acquista le leccornie più raffinate, le mischia in un secchio e se ne ingozza a cucchiaiate.
Le costruzioni verbali sono pompose ed inutili, gonfie di ipocrita modestia e piene di perifrastiche insensate e ripugnanti, di un barocco putrido e ignobile.
Sono per altro le stesse persone che hanno da poco abbandonanto la nave in collasso del falso minimalismo, del verso sciolto inconsapevole e del falso punk più schifoso per vomitare cremosi sproloqui schizzandone i presenti.
(continua)

Tuesday, October 31, 2006

Continua la stasi

siamo estremamente dispiaciuti che questo periodo di stasi non accenni a terminare.
Abulia di poporzioni cosmiche ci colpisce ed immbilizza.
Supponiamo che oggi andiate a festeggiare "allouin", la notte delle streghe, degli uomini lontra spaziali, dei riti, dei sacrifici e de che cazzo ve pare.
Ogni occasione è buona per fare festa, vecchi rotti-in-culo e per questo vi va bene, visto che evidentemente avete da festeggiare.
Figuratevi che c'è addirittura qualcuno che ancora vede significati e motivazioni in quella che è, in fondo, l'ennesima festa introdotta per riempire gli scaffali di un supermercato per qualche giorno prima delle offerte natalizie.
In fondo è solo questo.
Noi siamo dell'idea che non ci sia niente da festeggiare. Mai. (tantomeno santa Valpurga)

"ma dai ! è una scusa per fare festa"
"ma dai è una sera come tutte le altre!"
E via di seguito con accuse di asocialità (e si sbagliano: antisociali, siamo), diversità forzata, e altre amenità di persone che "si ma non si può mica sempre pensare alla fame nel mondo"

Fatti un favore incula una strega.
Fatti (facci) un favore: muori.

Tuesday, October 24, 2006

post it love (n0)

Post-it love

Una stanza di un piccolo appartamento, molto giovanile e disordinato.
La classica casa per studenti, affittata a prezzi impossibili in qualche cattedrale dell'istruzione universitaria. Suona una sveglia e da sotto un fagotto di coperte una mano la prende e la spegne. Un ragazzo si alza e si trascina verso il bagno. Nel letto è rimasta giovane donna che mugola un po' e con fatica si alza. Lui nel frattempo ha fatto il caffè (si scotta, lo beve e si capisce che è bruciato) ed ha scritto un biglietto sul tavolo. L'unica finestra della casa proietta molta luce. Alle pareti ci sono dei poster e sulle mensole dei soprammobili colorati. La donna si alza e siede in cucina accendendosi una lunga sigaretta bianca. Lui ha finito di vestirsi, un abbigliamento decisamente giovanile e sciatto. (si ignorano come se fossero invisibili l'uno all'altro)

Il biglietto dice:
Esco, lezione.

Sul tavolo dell'unica altra stanza oltre quella da letto c'è una rosa in un bicchiere. E' appassita e morta già da molto tempo. la donna tiene la tazza di caffè con entrambe le mani e i gomiti appoggiati sul tavolo: tra le dita la sigaretta fuma ancora.
Sfoglia distrattamente un libro che ha preso su una mensola. E' una raccolta di dispense fotocopiate ed ogni tanto sottolinea qualcosa con una matita. Si interrompe spesso da leggeri singulti. Fuma nervosamente un altro paio di sigarette.
Passa diverso tempo, ha acceso la luce e consumato un pasto frugale e squallido, sempre in silenzio. Rumore di chiave nella porta, alza lo sguardo: è tornato. Ha dei libri sotto braccio e finchè resta sulla porta sembra che sorrida per incupirsi di nuovo una volta rientrato. I due si scambiano uno sguardo, lui prosegue ed inizia a frugare in una dispensa, ricavandone lo stesso pasto squallido di lei, che consuma in silenzio mentre lei fuma una sigaretta. Lui ripone con ordine quello che resta del pasto, come se quell'orribile pane in cassetta fosse l'ultimo pezzo di pane rimasto sulla terra, apre uno dei libri e legge in silenzio fumando anche lui. (ogni suo movimento è lento ed odiosamente calibrato, come ad ostentare il suo ordine e la sua meticolosità e la sua arrogante presunzione di ragione).
Passa molto tempo sempre nel silenzio, lei si alza.

Sta per dire: "Vado a dormire" ma lui fa un cenno con la mano: "è superfluo che tu lo dica"

SI scambiano un ultimo sguardo. (lui sembra rimproverarla di voler sempre parlare e comunicare, disturbandolo mentra fa chissà cosa)

Lei entra in bagno ed esce, entra lui mentre lei siede su letto singhiozzando leggermente. Si corica, lui la raggiunge, la luce si spegne.
Buio, lampeggiare delle cifre rosse della sveglia. LE coperte in corrispndenza del corpo di lei hanno dei movimenti, si capisce che sta singhiozzando)
Sono le nove del mattino ora e c'è luce.
Lui si alza (stava leggendo al buio), lei non si vede sotto le coperte ma c'è.
Va al bagno, prepara il caffè e lascia uno sterile biglietto sul tavolo della cucina:
esco per andare a lezione. Faccio tardi.
Prende le chiavi, il libro ed esce: molta luce entra dalla porta e rumore di vita esterna. Fa per chiudere la porta poi si ferma un attimo e riguarda dentro: completamente nel cono di luce della finestra dell'altra stanza, sul tavolo della cucina c'è il bicchiere con una rosa: fresca, rossa, viva e vivace. Fa un'espressione accigliata, come di qualcosa che sia irrispettosamente sfuggita alla sua attenzione, e poi se ne va. La ragazza è ancora nel letto in fase di dormiveglia. E' bellissima e serena di una serenità che si ha solo dopo molte ore di pianto, gli occhi si muovono sotto le palpebre come se stesse sognando.
La scena sfuma.
C'è una rosa sul tavolo, fresca e rossa. La ragazza entra dalla porta e getta la sua borsa sul tavolo mentre poggia a terra una specie di valigia. Alle sue spalle c'è lui. La ragazza salta e trotterella come una pazza, poi si mettono seduti e lei sta per dire qualcosa ma lui la interrompe. Lei ci resta malissimo, distrutta , sembra stia per piangere. lui con aria accigliata e pedante inizia a parlare gesticolando in maniera assai vivace (si sta dando ragione). LEi intreccia le dita nervosa e fissa il pavimento annuendo, lui ogni tanto cerca di impossessarsi del suo sguardo e lei lo asseconda molto imbarazzata e triste poi lui continua. Un petalo si stacca dalla rosa, un altro, un altro menttre si vedono le ombre dei due (luce artificiale) e le mani di lui che continuano a gesticolare ininterrotte.
La luce scende progressivamente mentre la rosa perde un'altro petalo, un altro ed un altro ancora.
Nel frattempo si sente rumore di porta, i passi degli stivali di lei, tintinnare di bicchieri, scorrere di acqua, il rumore dello sciacquone, lo spostare di una sedia e si vede la ragazza sedersi. Accende una sigaretta bianca che ha estratto dal pacchetto nella borsa, avvicina un posacenere e poggia il gomito sul tavolo reggendosi la testa. Rientra lui. . Prende dei crackers dalla dispensa, si siede ed accende una sigaretta.
Lei si è asciugata un accenno di lacrime e fa per parlare ma lui inizia un fiume ininterrotto di parole.
Lei annuisce, spegne la sigaretta nervosamente giocherellandoci per qualche secondo poi le sue mani si attorcigliano al petto e si strofinano molto nervose, lui parla, parla, parla, parla.
Lei cerca di prendere la parola un paio di volte ma lui è inarrestabile, il volume della sua voce scende e si confonde con quello della televisione, un'altro petalo si stacca. La faccia di lei è vecchia mentre lui resta giovane: come se si nutrisse di lei. Quando lui smette di parlare apre un libro ed inizia a leggere.
Lei fuma di nuovo. Cerca di parlare ma lui la zittisce on un gesto. Suona il telefono, lui vi si attacca, lei va al bagno, quando esce trova un bigliettino
"Esco, faccio tardi"
Lei si alza e va a dormire: mentre si spoglia traspare la noia e la tristezza. A notte fatta lui torna, strappa un post-it con su scritto "buonanotte" e con la televisione senza audio continua a studiare. lei era ovviamente sveglia e stringe le coperte a se piangendo silenziosamente.
Buio.
Luce.
Suona la sveglia. LEi ha smesso di sognare, è giovane bella e serena. Scatta in piedi. Va in cucina, getta il caffè che ha preparato lui e ne mette su altro, (sulla caffettiera c'è un biglietto incrostato di sporco:prove, poi riunione. Faccio tardi" lei lo straccia e fa centro nel piccolo secchio) beve un voluttuoso bicchiere di latte freddo. Va al bagno, si lava trucca e veste con energica cura. E' molto bella e giovane. Dalla porta del bagno intravede una rosa sul tavolo della cucina. Fresca, pulita, giovane, viva e bella. Si avvicina allo scaffale dei libri, riempe uno zainetto soffermandosi un attimo a scegliere ciò che portare via, infila qualche capo di abbigliaento in una borsetta e fa per uscire. Si ferma guardandosi indietro, torna al tavolo, estrae la rosa dal bicchiere e le spezza il gambo lasciandola poggiata sul tavolo (si punge ed una goccia di sangue cade sul tavolo, lei si succhia il dito socchiudendo gli occhi per un istante), prende un bigliettino e scrive.
Poi si vedono solo le gambe con calze scure e stivali ed una gonnellina da scolaretta e le mani che tengono la borsa mentre esce dalla porta che si chiude.
La vista torna sul biglietto che è in mano a lui, seduto sul tavolo della cucina: c'è scritto "Esco, non torno più". Lui accende una sigaretta, apre un libro ed inizia a leggere; si intravedono le pagine del libro: sono bianche.

Monday, October 02, 2006

RIngraziamenti (N1)

Essenziale:
un sentito ringraziamento a NN (ed alla Socia che evidentemente ne è musa).
dick, wenders, oltre che naturalmente al rifornimento dei beni richiesti - abbiate pazienza ma non siamo sicuri di poter dire ad alta voce che sitamo leggendo un libro di Antonio Negri.
(ma tanto appena saremo tutti sazi delle carni del wub...)

un ringraziamento a chi non delude le aspettative: chi sembra patetico ma in realtà lo è

Un ringraziamento: OMISSIS per OMISSIS e OMISSIS.

Ci vediamo.

Thursday, September 28, 2006

e questa ....



Non solo, ma c'è anche un video:

questo (youtube - ma è anche sul mulo)

La cosa ci ha lasciato piuttosto basiti. Avevamo sentito parlare di strane attività esoteriche nella città più squallida del pianeta terra ed effettiavmente ritroviamo i seguenti fruitori di pratiche superstiziose:

Cattolici
evangelici
testimoni di geova
buddisti
musulmani (o islamici o come si debba chiamarli visto che i telegiornali del cazzo non ce lo insegnano)
raeliani (era una battuta...credo)
spiritisti, cartomanti e assortiti
mistici-celtici
adoratori di divinità-lontra
socialisti

sicuramente ci sarà anche qualche nazista esoterico, di quelli convinti che otto rahn stesse veramente cercando il graal.....

(canzone del giorno: yo yo mundi - stalingrado)

Wednesday, September 27, 2006

trovati in rete

domani poi ne parliamo

Saturday, September 23, 2006

TROIA !

TROIA!

Friday, September 22, 2006

cit/news/clas/cinema/libri

Letture:

Will Eisner / la forza della vita (bellissimo)
Fosco Maraini / case, amori, universi

Film
Mystic River (c. Eastwood)
Galaxy Quest (D. Parisot)
Viale del tramonto (B. Wilder)

Sale
(il) Nulla
il vino rosso (che fa così liberal)
la tensione

Scende
La voglia di fare qualunque cosa
(e naturalmente) voi tutti e voi tutte.

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Excursus: c'è tanto da dire, tanta gente da prendere per il culo, tante cose in cui mettere bocca e tante cose da criticare senza pietà.
Dateci tempo.

Saturday, September 09, 2006

benvenuti

Salve.

Nonethicurbanresearchops nasce con la voglia di scrivere di tutto e di tutti. L'autocritica e la critica spietate sono il nostro tema. Se non vi va bene tornate al vostro videogame e toglietevi dalle palle.
Non sopportiamo i vostri stereotipi.
Non sopportiamo le vostre religioni.
Non sopportiamo i vostri idoli, da mussolini a kurt cobain.
Non sopportiamo voi.

a presto, per chi resta.

Thursday, September 07, 2006

riceviamo e pubblichiamo

tra le tante missive giunte quella di un nostro affezionatissimo lettore che ringraziamo di cuore.

Gentilissima redazione di Nonethicurbanresearchops,
chi vi scrive è un vostro affezzionatissimo lettore.
Oltre a farvi i complimenti per la vostra testata giornalistica volevo chiedervi una copia del vostro blog in formato pdf.
Sarebbe possibile?
Sarei il più invidiato della classe.
Spero che questa mia lettera sia pubblicata nell'angolo della posta del N.E.U.R.O. sul prossimo numero in edicola.
Ps: il mio voto per la classifica dei personaggi preferiti di Nonethicurbanresearchops va al Cinismo (perchè è un vero figo).

Baciotti

Wednesday, September 06, 2006

Di nuovo benvenuti

Allarme! dove è finito il vostro blog preferito?
non qui.
Non ora.

Ci siamo spenti e ci stiamo riattrezzando per tornare a darvi tormento. Dateci tempo.

Nel frattempo potete chiedere una copia in pdf dei contenuti del vecchio blog alla nostra mail che è sempre quella:

nonethicurbanresearchops@virgilio.it

Buddisti, stronzi, frutti di bosco, geimsbond del cazzo, psicopatici, intrallazettatori, poracci, nazisti, paragnosti, vita-cambianti e tutti quelli presi per il culo nella precedente versione del blog non si preoccupino.
Stiamo tornando.
Nel frattempo potete mandarci a fanculo se volete, utilizzando i vostri argomenti o quelli che copincollate dai vostri motori di ricerca preferiti, o quelli che vi suggeriscono i tarocchi o quelli che credete di aver inventato.

nonethicurbanresearchops@virgilio.it

vi odiamo.

Si, ce l'abbiamo proprio con voi.