Non contate su di me
Sono tutti impazziti. (ed è per questo che si fa tempo d'esser sani).
Sono tutti esperti. (fortunatamente è da tempo che ci conosciamo ignoranti)
Sono tutti tecnici nelle loro spiegazioni (ma se sapessero che tekne vuol dire
lavoro tornerebbero ai loro svaghi precedenti - come la catatonia ad esempio)
Sono tutti Interessati. A nulla di specifico: oggi parlano di guerra in irak come se fossero là, poi passano ad assemblarti il pc ideale, fanno una retrospettiva sulle trombe suonate da Davis (che non ascoltano ma di cui hanno sentito molto parlare), recensiscono tre film che non hanno visto, giudicano un paio di politici e chiudono con la storia; è ora di cominciare con la storia ora che è di pubblico dominio.
Ovviamente la storia è piena di stronzi, di oppressori, di nazisti, di noiosi artisti del cazzo e piena di parole.
(naturale: pensa che la storia la facciano le Persone)
Tutto il giorno a pensare cosa dire, tutto il giorno a pensare cosa opporre a quanto sentito (non rispondere che di risposta mai si tratta) tutto il giorno a sognare di destabilizzare e decontestualizzare (senza contesti? suvvia, formali!)
Vi parla di Pasolini, di TimorEst, della Plymouth Cuda, della "ragion pratica", del modulo a tre col libero e di "sciopero" di Eizenstein. Ve ne parla perchè ne ha letto, sentito parlare, si è già fatto un'idea.
Montanelli pare recensisse i film senza averli visti, ascoltandone solo racconti sparsi (Beh se lo ha fatto lui).
Il tuttismo a cui penseremmo spontanei ci rimanda la mente a quello citato da Maraini, ad un tuttismo che è voracità, desiderio di conoscere, di relazionarsi, di scoperta, di domanda e di pace.
Questo è un tuttismo di risposta. Risposte e basta. Guerra, democrazia esportata , metallo, piombo, filo spinato, ipocrisia e conformismo. Solo certezze ed imposizioni, solo verità spiattellate come il corpo di cristo in tavola. Mai una domanda, mai un dubbio, mai il desiderio di conoscere qualcosa che sia estraneo al proprio IO, come se nulla avesse importanza al di fuori di un corpo enfio di stronzate precotte.
E' il nuovo standard: quello a cui hanno messo in mano un pc ed un abbonamento internet.
Uno che ormai ha una finestra su ogni parte del mondo qualcuno venga massacrato. E quindi ci va a dare un occhiata, a lamentarsi, a prendersela con i soliti, a sentirsi in sintonia col povero oppresso.
L'informato che morbosamente e masochisticamente si accolla i mali di tutti dividendoli in maniera equa: loro le coltellate, l'oppressione, la violenza e la fame, lui i Nirvana.
Il vocabolario è parvenu: ricorda una persona che entra in un negozio ed acquista le leccornie più raffinate, le mischia in un secchio e se ne ingozza a cucchiaiate.
Le costruzioni verbali sono pompose ed inutili, gonfie di ipocrita modestia e piene di perifrastiche insensate e ripugnanti, di un barocco putrido e ignobile.
Sono per altro le stesse persone che hanno da poco abbandonanto la nave in collasso del falso minimalismo, del verso sciolto inconsapevole e del falso punk più schifoso per vomitare cremosi sproloqui schizzandone i presenti.
(continua)

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